Condividi questo contenuto
Come alte e basse temperature influenzano le colture cerealicole
di Redazione Isagri on 21-lug-2026 15.26.24
Le temperature influenzano in modo decisivo ogni fase della coltivazione cerealicola, dalla germinazione alla fioritura fino alla maturazione. In generale, il caldo eccessivo, le notti troppo calde e gli sbalzi termici riducono la produttività, alterano la qualità della granella e aumentano i rischi agronomici; per questo il monitoraggio climatico tramite colonnine metereologiche e software permette di gestire rese e produzione in modo ottimale.
La temperatura regola la velocità dei processi fisiologici della pianta: germinazione, sviluppo fogliare, fioritura, riempimento della granella e maturazione. Quando il clima esce dall’intervallo ottimale, la coltura entra in stress: l’assorbimento dell’acqua diventa meno efficiente, la fioritura può risultare compromessa e il potenziale produttivo cala.
Un punto chiave è che non conta solo la temperatura media stagionale, ma anche la frequenza delle giornate oltre soglie critiche. Le simulazioni citate in letteratura mostrano che ogni giornata sopra i 30°C può ridurre il raccolto di mais e soia, mentre su scala di lungo periodo le alte temperature possono abbattere fortemente i rendimenti di queste colture.
Effetti delle alte e basse temperature sul mais
Il mais è una coltura molto vulnerabile sia alle alte temperature che alle basse temperature.
Nel mais l’aumento delle temperature oltre soglie critiche causa cali di resa, con effetti particolarmente notevoli sopra i 30°C. Il caldo inoltre può ridurre la fotosintesi, aumentare la traspirazione e quindi lo stress idrico, che a sua volta va a chiudere gli stomi e limita l’assorbimento di CO2. Spesso la fase più sensibile è la fioritura dove le temperature elevate possono seccare, ridurre la vitalità del polline e compromettere l’impollinazione. Se lo stress avviene nel periodo in cui si definisce il numero di cariossidi, la perdita di resa può diventare irreversibile anche in caso di ripresa della pianta. Con le alte temperature possono verificarsi dei fenomeni che alterano il mais a livello sanitario. Un esempio sono le aflatossine (aspergillus flavus) che si sviluppano quando le temperature sono costantemente sopra i 30/35°, sono tossine altamente cancerogene che possono causare tumori nell’uomo e danni neurologici agli animali.
Al contrario i danni da freddo nel mais rallentano germinazione, emergenza e sviluppo delle piantine, soprattutto se il seme ha già iniziato a imbibirsi d’acqua. Temperature sotto i 10°C possono deprimere germinazione ed emergenza, mentre il gelo può causare necrosi e morte delle giovani piante. Il danno da freddo è molto grave nelle prime fasi perché il punto di crescita può essere esposto o vulnerabile; se resta sano, la pianta può riprendersi, ma se compare necrosi marrone la piantina è compromessa. Il freddo prolungato può anche rallentare l’assorbimento dei nutrienti e far sembrare il campo più stentato di quanto sia davvero.
I rischi del caldo e del freddo per il frumento
Le alte e le basse temperature possono danneggiare il frumento in modi diversi, a seconda della fase di sviluppo della coltura.
Le alte temperature sono particolarmente critiche se arrivano in accestimento, perché possono anticipare lo sviluppo e aumentare il rischio di danni successivi da gelate. Più avanti, durante levata, fioritura e riempimento della granella, il caldo può accorciare il ciclo, ridurre il peso dei chicchi e peggiorare la resa finale. Se il caldo si accompagna a siccità, lo stress idrico amplifica i danni, con foglie che ingialliscono e disseccano più facilmente.
Le basse temperature possono provocare stress da freddo, rallentamento della germinazione e sviluppo più lento delle plantule. Se arrivano gelate nelle fasi sensibili, i tessuti giovani possono essere danneggiati e questo può ridurre l’accestimento, il numero di spighe e il potenziale produttivo. In alcuni casi, il freddo non uccide la pianta ma causa ingiallimenti e un arresto temporaneo della crescita, con recupero solo quando le temperature risalgono.
Impatto delle temperature sulla soia
La soia soffre sia il freddo sia il caldo, ma in modi diversi: le basse temperature rallentano o bloccano l’emergenza e lo sviluppo iniziale, mentre le alte temperature possono accelerare il ciclo e ridurre allegagione, riempimento del seme e resa finale.
Le alte temperature favoriscono l’emergenza solo fino a un certo punto, ma oltre la soglia ottimale aumentano lo stress della pianta. Durante fioritura e formazione dei baccelli, il caldo eccessivo può ridurre l’allegagione e il numero di semi per baccello, oltre a limitare il peso finale del seme. Se al caldo si associa siccità, il danno diventa più forte perché la pianta fatica a mantenere l’attività fotosintetica e a riempire correttamente i semi.
Le basse temperature sono particolarmente critiche nelle fasi iniziali, quando la pianta sta germinando o emergendo. In condizioni fredde la germinazione rallenta, l’emergenza diventa irregolare e le plantule possono indebolirsi. Se il freddo è intenso o prolungato, i tessuti giovani possono subire danni diretti e la coltura parte con meno vigore, con effetti negativi sulla densità finale delle piante.
Come il caldo e il freddo influenzano il riso
Il riso ha bisogno di temperature almeno intorno ai 10°C per germinare e crescere, con un intervallo ideale più vicino ai 20-30°C. Se fa troppo freddo, la crescita rallenta e, con esposizione prolungata, possono comparire fenomeni di appassimento e arricciamento sulle foglie.
Dall'altro lato, quando le temperature superano i 35°C, il riso può andare incontro a stress termico, con riduzione della qualità del raccolto. Durante la fioritura, il caldo può causare sterilità del polline o dei fiori, e nei giorni più caldi sono stati osservati anche rachille troncate e chicchi disseccati. Nel riso con le alte temperature si possono sviluppare dei funghi patogeni come ad esempio il brusone, questa patologia in annate favorevoli può portare a perdite produttive del 50%.
Come monitorare il rischio climatico con Geofolia e Sencrop?
Per arginare questi problemi arrivano in nostro aiuto le nuove tecnologie come software e strumenti digitali. Questi hanno un ruolo sempre più centrale perché permettono di trasformare dati sparsi in decisioni operative. In pratica, i software aiutano l’agricoltore a intervenire “nel posto giusto e al momento giusto”, riducendo sprechi di acqua, fertilizzanti e trattamenti, e migliorando la capacità di monitorare rese e qualità lungo tutta la filiera. La vera utilità di questi strumenti sta nella previsione e nel confronto tra annate.
Noi di Isagri possiamo contare sul nostro software Geofolia e alle nostre capannine metereologiche Sencrop, che permettono di fornire dati precisi per ogni coltura in modo da poter prevenire o arginare fenomeni atmosferici che potrebbero causare molti danni alle colture. Grazie a Sencrop si può avere un monitoraggio in tempo reale delle condizioni metereologiche. La stazione meteo agricola può essere dotata di vari sensori, in questo caso la soluzione migliore risulta essere il THERMOCROP ossia un termometro/igrometro che può essere spostato da campo in campo. Il sensore comunica con l’applicazione dedicata fornendo letture in tempo reale sia del termometro sia dell’igrometro. Dall’applicazione è possibile creare un allarme per avvisare il raggiungimento di misure critiche. Con Geofolia invece integrando i dati della colonnina si possono pianificare la maggior parte delle operazioni da svolgere in campagna in modo da evitare ad esempio un intervento di semina in prossimità di una precipitazione. Questo unito ad una ottima gestione del QDC permette di avere delle stime precise della resa della coltura.